Ottimi risultati dei rosati Italiani al Concorso Mondiale di Bruxelles 2025

Il Concours Mondial de Bruxelles è un concorso itinerante di fama internazionale suddiviso in quattro sessioni, tra cui la Sessione Vini Rosati. Ogni anno, più di 15.000 vini vengono presentati da produttori di tutto il mondo per essere degustati e valutati da una giuria di esperti. La loro missione: distinguere i vini di qualità ineccepibile, indipendentemente dall’etichetta o dal prestigio della denominazione. Quest’anno la Sessione Vini Rosati si è svolta dal 28 al 30 Marzo in Romania, nella città di Costanza.Questa edizione ha riunito più di 58 degustatori internazionali che hanno valutato alla cieca oltre 1.250 vini rosati provenienti da 34 Paesi. Dei 220 rosati italiani partecipanti ne sono stati premiati 82 e tra questi ben 27 vengono dalla Puglia.

L’Italia ha fatto un leggero passo avanti: con un totale del 37,27% di vini rosati premiati, si conferma come paese di riferimento del settore.

La Puglia si distingue vincendo ben 27 medaglie, l’Abruzzo ne conquista 15 e la Toscana 8. Un buon risultato anche per le altre regioni come la Lombardia (6), la Sardegna (5) e il Veneto (5), a dimostrazione della diversità e della qualità dei vini rosati prodotti nel Belpaese.

Alcuni dei vini premiati si sono distinti per la loro eccezionale qualità, aggiudicandosi una Gran Medaglia d’Oro:

IGT Terre di Chieti Don Venanzio Rosato 2024 – Cantine San Nicola. Nominato anche Rivelazione Italiana

Bardolino classico Chiaretto 2024 Vigne Alte – Zeni

IGT Calabria Greco Nero 2024 – Statti

IGT Toscana Rosato 2023 – Fattoria Sardi

Tra i paesi più premiati, la Francia ha mantenuto il primato con 124 medaglie – un numero impressionante di riconoscimenti, soprattutto per i vini provenzali seguita poi da Italia, Spagna, Romania e Portogallo. La Romania, paese ospite di questa edizione, ha registrato un aumento significativo del numero di vini premiati, confermando la crescita della qualità dei suoi rosati sulla scena internazionale. L’unica altra eccezione al dominio dei grandi Paesi produttori è stata la Repubblica Ceca, che ha ottenuto una Gran Medaglia d’Oro per il suo spumante Bohemia Sekt Prestige Rosé Brut 22160 E.

I risultati completi della Sessione Vini Rosati 2025 sono disponibili sul sito ufficiale del Concours Mondial de Bruxelles: https://resultats.concoursmondial.com/it/risultati/2025

La prossima Sessione Vini Rosati del Concours Mondial de Bruxelles si svolgerà in Italia nel 2026 e sarà ospitata dalla regione Calabria.

I Custodi del Lambrusco, 26 produttori vogliono riscrivere la storia di un vino sottovalutato

Un nuovo modo di comunicare il Lambrusco: ventisei produttori di piccole e grandi realtà produttive uniti dalla volontà di difendere, valorizzare e posizionare il Lambrusco nel panorama dei grandi vini. Al di là delle visioni istituzionali esistenti, questi viticoltori hanno scelto di unirsi per raccontare il Lambrusco in modo inclusivo, senza divisioni territoriali. Nasce così una nuova associazione, i Custodi del Lambrusco, che si impegna a riscrivere la percezione comune di questo vino straordinario ma troppo spesso sottovalutato. 

Accomunati dalla qualità come filo conduttore, i Custodi puntano a riscrivere la storia di uno dei vini più rappresentativi dell’Emilia-Romagna con un linguaggio contemporaneo, diretto e sensibile alle novità. Dalla vigna alla bottiglia, ogni scelta sarà dettata da un principio chiave: esaltare il carattere autentico del Lambrusco, elevandone la qualità e rendendone unica ogni espressione.

Non si tratta solo di tutela, ma di affermazione: il Lambrusco è storia, cultura e identità di un territorio, e merita di essere riconosciuto come tale”, dichiara Fabio Altariva, Presidente dei Custodi del Lambrusco. “I Custodi del Lambrusco nascono con una missione chiara: riscrivere il futuro di questo vino. Vogliamo esaltarne il valore autentico, senza compromessi, e restituirgli il ruolo che merita tra i grandi vini” “Il Lambrusco non è solo un vino: è la storia, la cultura e l’identità di un territorio che vogliamo proteggere e raccontare, per chi c’era prima di noi e per chi verrà dopo”.

Modena e Reggio Emilia, culle storiche del Lambrusco, sono oggi il cuore pulsante di questa svolta storica, nonché le sedi delle cantine dei produttori che, con passione e dedizione, aderiscono a questo nuovo progetto comune. Con determinazione e uno sguardo rivolto dritto al futuro, i Custodi del Lambrusco sono pronti a scrivere un nuovo capitolo nella storia di questo vino straordinario. Perché il lambrusco merita di essere finalmente celebrato, rispettato e soprattutto custodito.

Elenco Soci Custodi Del Lambrusco

Azienda Agricola Manicardi, Azienda Agricola Messori, Azienda Agricola Pezzuoli, Azienda Agricola San Paolo, Ca’ De’ Medici, Cantina Della Volta, Cantina Divinja, Cantina Ventiventi, Cantina Vezzelli Francesco, Cantina Zucchi, Cavaliera, Cleto Chiarli Tenute Agricole, Fattoria Moretto, Garuti Vini, La Battagliola, La Piana Winery, Le Casette, Lini 910, Marchesi Di Ravarino, Opera02, Podere Il Saliceto, Rinaldini Az. Agr. Moro, Terraquilia, Venturini Baldini, Villa Di Corlo, Zanasi Societa’ Agricola

Novità Benvenuto Brunello 2024: Tasting e Valutazione

Due le novità principali del Benvenuto Brunello 2024,la prima il ritorno parziale alle origini con alcuni giorni di walk around tasting in presenza dei produttori aperti anche ai winelover. L’altra riguarda i criteri di valutazione delle nuove annate che sarà infatti affidata ad un gruppo di lavoro con 8 Master of Wine.

Per la prima volta un Consorzio lancia un progetto in più fasi (metereologica, analitica, sensoriale) che culmina con un panel internazionale di 8 Master of Wine (MW).  L’obiettivo è quello di evidenziare la personalità stilistica e distintiva del vino principe della Toscana. Dopo la riapertura del format ai produttori in presenza, è questa l’ulteriore grande novità del Consorzio del vino Brunello di Montalcino per la 33a edizione della manifestazione che, dal 14 al 18 novembre, terrà a battesimo il millesimo 2020 e la Riserva 2019.

Il gruppo di lavoro del nuovo progetto, guidato dal cda dell’ente consortile e formato da esperti climatologi, specialisti di analisi territoriali e degustatori internazionali, ha realizzato un metodo innovativo di valutazione che tiene conto dei fattori di grande eterogeneità ed identità che caratterizzano la denominazione.

Il sistema ideato unisce i dati oggettivi legati agli andamenti climatici delle diverse annate, le conseguenze che le stagioni hanno sul comportamento vegeto-produttivo della varietà Sangiovese e le sensazioni soggettive di un campione rappresentativo di degustatori per percepire e valorizzare le peculiarità delle diverse annate.

“Dopo aver abbandonato nel 2021 il giudizio espresso dal numero di stelle per l’anticipazione a novembre di Benvenuto Brunello, era necessario definire un nuovo paradigma di analisi dell’annata non più meramente quantitativo ma basato su dati oggettivi, autorevoli e non autoreferenziali – spiega il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci –. “Per la prima volta, un Consorzio di tutela affida la lettura del proprio vino di punta anche a un team esterno di esperti, che potranno cambiare a ogni edizione. Una innovazione che consentirà ai produttori di Montalcino di presentarsi sul mercato sulla base di un modello di valutazione solido e contemporaneo, che tenga conto del cambiamento climatico, dello stile attuale e dei trend di consumo del Brunello”.

Per questo progetto, il Consorzio si è affidato ai MW italiani, Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi e a Copernico, società ilcinese leader nell’ambito dell’high tech farming. “Questo modello, costruito e sviluppato per Montalcino, rappresenta uno strumento per meglio tracciare in modo contemporaneo l’elevata qualità, il continuo rinnovo stilistico della denominazione oltre che le sfide e gli effetti generati dal cambio climatico – commentano i MW Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi -. Un metodo che consente anche al territorio e alle aziende di fare comunicazione in modo identitario”.

Il 15 ottobre, presso la sede dell’ente, Gorelli e Lonardi hanno guidato il primo panel di degustazione alla cieca dei campioni di Brunello 2020, già imbottigliati e pronti ad entrare sul mercato gennaio.

Per questo esordio sono stati selezionati i MW: Madeleine Stenwreth (Svezia), Justin Knock (UK), Michelle Cherutti-Kowal (UK), Tracey Dobbin (Francia), Frank Roeder (Germania) e Philip Goodband (Usa). Presente al blind tasting anche il comitato di presidenza del Consorzio. L’analisi dell’annata sarà svelata a Benvenuto Brunello, sabato 16 novembre al Teatro degli Astrusi dopo il talk dedicato a “Quale futuro per i Consorzi del vino” .

Il consorzio Chianti Classico festeggia 100 anni

Il Consorzio Vino Chianti Classico festeggia insieme alla città di Firenze i suoi primi 100 anni. Cento anni fa dopo la sua costituzione a Radda in Chianti, il Consorzio Chianti Classico stabilì i suoi uffici nello storico palazzo Uguccioni in piazza della Signoria, a Firenze. Oggi, in un’occasione eccezionale, la sede storica del Consorzio riprende i suoi antichi panni, per condividere con tutta la cittadinanza cosa è oggi il vino Chianti Classico.

Il programma

Sono 9 appuntamenti che animano il fine settimana del 10-12 maggio, presentando i volti più attuali della denominazione, tra cui: 5 incontri con altrettanti chef stellati di Firenze, che presenteranno alcune delle loro creazioni in abbinamento al vino del Gallo Nero insieme a Leonardo Romanelli; 1 abbinamento musicale tra grandi pezzi della storia del rock e annate di Chianti Classico, con la conduzione di Filippo Bartolotta; infine largo ai giovani, con 2 momenti dedicati ai Giovani Galli Neri, cioè a quei produttori under 40 che oggi raccolgono il testimone delle generazioni precedenti e si proiettano verso il futuro, con la moderazione di Simon Staffler.

Venerdì 10 maggio 2024

Ore 18:30 – 19:30 Vito Mollica per i 100 del Gallo Nero

Degustazioni di Chianti Classico in abbinamento ai piatti della Stella Michelin Vito Mollica (Ristorante Atto, Firenze), con la conduzione di Leonardo Romanelli.

Sabato 11 maggio 2024

11:30 – 12:30 Ariel Hagen per i 100 del Gallo Nero. Degustazioni di Chianti Classico in abbinamento ai piatti della Stella Michelin Ariel Hagen (Ristorante Saporium, Firenze). Conduce Leonardo Romanelli.

15 – 16:30 Giovani Galli Neri: 6 produttori di Chianti Classico nati dopo il 1984 incontrano i loro coetanei in un incontro-degustazione moderato da Simone Staffler (Falstaff).

17 – 18 Rocco de Santis per i 100 del Gallo Nero. Degustazioni di Chianti Classico in abbinamento ai piatti del due Stella Michelin Rocco De Santis (Ristorante Santa Elisabetta, Firenze). Conduce Leonardo Romanelli.

18:30 – 19:30 Back in Black… Rooster! Degustazione rock: Dodici Chianti Classico dagli anni ’60 a oggi ripercorrono la storia del rock. Conduce Filippo Bartolotta.

Domenica 12 maggio

11:30 – 12:30 Claudio Mengoni per i 100 del Gallo Nero. Degustazioni di Chianti Classico in abbinamento ai piatti della Stella Michelin Claudio Mengoni (Ristorante Borgo San Jacopo, Firenze). Conduce Leonardo Romanelli.

15 – 16:30 Giovani Galli Neri: 6 produttori di Chianti Classico nati dopo il 1984 incontrano i loro coetanei in un incontro-degustazione moderato da Simone Staffler (Falstaff).

17 – 18 Chianti Classico Century. Assaggio di 6 vini nel corso di un racconto tra teatro e musica degli ultimi 100 anni del Consorzio e del mondo, insieme a Leonardo Romanelli e a Dimitri Frosali.

18:30 – 19:30 Niccolò Palumbo per i 100 del Gallo Nero. Degustazioni di Chianti Classico in abbinamento ai piatti della Stella Michelin Niccolò Palumbo (Ristorante Paca, Prato). Conduce Leonardo Romanelli.

Per informazioni :www.chianticlassico.com

Concorso Nazionale del Pinot Nero: i migliori dell’annata 2021

In attesa dell’edizione di quest’anno delle Giornate del Pinot Nero in calendario da venerdì 10 a Lunedì 13 Maggio, il Concorso ha già i suoi risultati. Una giuria composta da enologi, sommelier e giornalisti ha decretato i cinque migliori Pinot Nero d’Italia dell’annata 2021. I vincitori sono:

1° posto:          Pinot Nero Ludwig di Elena Walch
2° posto:         
Pinot Noir Riserva Vom Lehm della Tenuta Rohregger
3° posto:        
Pinot Noir Arthur Rainer della Tenuta Seeperle a pari merito con
                        Pinot Noir Riserva Linticlarus di Tiefenbrunner
5° posto:         
Pinot Nero DeSilva Private Reserve di Tenuta Peter Sölva

La finale è stata raggiunta anche dai seguenti produttori: Castelfeder, Pfitscher, St. Quirinus, Cantina Kurtatsch, Cantina Girlan, Cantina Tramin, Erste+Neue, Castel Sallegg, Rametz, Tenuta Volpare, Cantina Kaltern, Cantina Bozen, Colterenzio, Cantina Merano, Vivallis, Castello di Spessa, Salurnis, Maso Poli, Tenuta Kollerhof, Tenuta Stroblhof, Himmelreich

Oltre ai cinque migliori vini dell’anno, la giuria ha premiato anche i migliori rappresentanti delle rispettive regioni vinicole:

  • Valle d’Aosta – Grosjean Vins
  • Friuli Venezia Giulia – Castello di Spessa
  • Lombardia – Conte Vistarino
  • Piemonte – Bricco Maiolica
  • Toscana Fattoria San Felo
  • Trentino – Tenuta Volpare
  • Umbria Az. Ag. Poggio Petroso
  • Veneto – Borgo Stajnbech
  • Alto Adige – Elena Walch

Le Giornate Altoatesine del Pinot Nero attirano ogni anno centinaia tra produttori, enologi, appassionati di vino e giornalisti specializzati: le location che ospitano la rassegna, Egna e Montagna, sono considerati centri d’eccellenza della produzione del Pinot Nero dell’Alto Adige e rappresentano pertanto il palcoscenico ideale per presentarlo e metterlo a confronto con altre etichette italiane ed internazionali.
Quest’anno al concorso hanno partecipato oltre 100 etichette da 9 regioni vinicole italiane e in occasione della degustazione aperta al pubblico (presso l’antico ostello medievale di Laghetti) sarà possibile assaggiarle tutte.

Un ricco programma

Oltre alle degustazioni aperte al pubblico, nella giornata di sabato 11 maggio, presso la Sala della Cultura “J. Fischer” di Montagna è prevista una prima masterclass dedicata ai “Pinot neri d’Italia”. Il pomeriggio dello stesso giorno si terrà una degustazione verticale del Pinot Nero Ludwig di Elena Walch. Nel corso del weekend saranno inoltre proposte escursioni guidate “Pinot Noir Experience” nei paesi vinicoli di Gleno e Mazzon e nei loro dintorni.

Per partecipare agli eventi in programma è necessaria l’iscrizione onlinewww.blauburgunder.it.

Non rosato, né rosé. Il Vino è Rosa

Non di rado il vino definito comunemente e impropriamente – secondo gli autori – rosato viene considerato di seconda fascia rispetto alle tipologie bianco e rosso. Non sempre, però, è stato così. A raccontarci il ruolo da protagonista che questo vino ha avuto soprattutto in passato provvedono ora GiuliaLuigi Cataldi Madonna – ultime generazioni di viticoltori nella storica azienda di famiglia impiantata in agro di Ofena (AQ)

Il volume, oltre all’obiettivo divulgativo, si pone come momento di riflessione per condividere l’idea degli autori di individuare nella denominazione ‘rosa’ – invece del ‘rosato’ o del ‘rosé’ – una nuova opportunità per il settore, valorizzando tutte le espressioni territoriali della produzione rosa italiana.

Attraverso una raffinata analisi storica, artistica, linguistica e culturale, le pagine del volume raccontano quindi di come, fin dalle sue origini, il vino (da uve rosse) nasca in realtà rosa. Secolo dopo secolo ne viene narrata l’evoluzione, spesso vittima di una confusione terminologica e di una reputazione poco consona alla sua reale qualità. Il riaffermarsi del vino rosa come progenitore del vino rosso si delinea attraverso un’analisi approfondita di contributi illustri (anche artistici) e tecniche di vinificazione, fino ad arrivare al risorgimento qualitativo e culturale dei nostri giorni, promosso soprattutto dai francesi.